Mercoledì 20 Febbraio 2008 Chiudi
di FRANCESCA PIERANTOZZI
PARIGI - Perché non a Cuba? Perché la vostra libertà, i vostri diritti, la vostra democrazia, a noi devono essere negati? Insorge Zoé Valdés. Anche oggi, che Fidel Castro sembra dire addio, questa scrittrice nata all'Avana nell'anno della Rivoluzione, il 1959, continua a considerarsi «una vittima». Nel 1995, quando esce il suo romanzo «La Nada Cotidiana» (Il Nulla Quotidiano, pubblicato in Italia da Giunti) storia di ordinaria miseria e disperazione a L'Avana, primo romanzo anti-regime scritto da un autore ancora a Cuba, Zoé Valdés viene dichiarata «persona non grata». Lei trova rifugio a Parigi. L'esilio, la distanza, la crudele mancanza della libertà sono in tutti i suoi scritti. E nelle sue parole.
La lettera di Fidel Castro l'ha sorpresa?
«No. Siamo in un romanzo di Gabriel Garcia Marquez: è la cronaca del ritiro annunciato prima della cronaca della morte annunciata. Sapevo bene che doveva preparare il popolo alla sua morte e sapevo che stava preparando un colpo di scena. E' malato e sta preparando la fine».
E questo non cambia la storia di Cuba?
«Non so se ci sarà un vero cambiamento con Raul Castro. Il vero cambiamento, come per qualsiasi altro Paese al mondo è la democrazia, con elezioni libere e la liberazione di tutti i prigionieri politici. Tutti i cubani devono poter partecipare a questa democrazia: i cubani di Cuba, i dissidenti, i cubani dell'esilio. Non credo che Raul Castro farà in modo che questo accada. Raul Castro è il castrismo, é Castro-2 e in 49 anni di potere non c'è mai stato cambiamento».
Nel mondo l'annuncio di Fidel Castro ha provocato molte reazioni e molta emozione. Non a Cuba?
«Nessuno è andato a svegliare la madre per darle notizia... E nemmeno io, che pure aspetto questa notizia da così tanto, tanto tempo, ho provato nulla. Penso che Castro stia preparando la prossima Cuba di Castro senza Fidel Castro».
Una rivoluzione democratica non è possibile?
«No. O almeno io non la vedo. E poi basta con la rivoluzione! Noi abbiamo bisogno di democrazia. Ma quale democrazia può fare Castro dopo aver giustiziato tanta gente, come si può accettare che un altro Castro succeda a Castro? Perché si può accettare che questo accada a Cuba, perché siamo una piccola isola? Il vero cambiamento è la partecipazione della gente alla stesura della costituzione e delle leggi, è un'istruzione libera, una stampa libera. Lei lo sa che significa stampa libera. Perché a noi deve essere negato?»
Da dove verrà il cambiamento?
«Dal popolo cubano. Raul Castro dovrebbe fare questa scelta, indire elezioni libere. Sarebbe un bel gesto da qualcuno che ha fatto tanto male a Cuba».
di FRANCESCA PIERANTOZZI
PARIGI - Perché non a Cuba? Perché la vostra libertà, i vostri diritti, la vostra democrazia, a noi devono essere negati? Insorge Zoé Valdés. Anche oggi, che Fidel Castro sembra dire addio, questa scrittrice nata all'Avana nell'anno della Rivoluzione, il 1959, continua a considerarsi «una vittima». Nel 1995, quando esce il suo romanzo «La Nada Cotidiana» (Il Nulla Quotidiano, pubblicato in Italia da Giunti) storia di ordinaria miseria e disperazione a L'Avana, primo romanzo anti-regime scritto da un autore ancora a Cuba, Zoé Valdés viene dichiarata «persona non grata». Lei trova rifugio a Parigi. L'esilio, la distanza, la crudele mancanza della libertà sono in tutti i suoi scritti. E nelle sue parole.
La lettera di Fidel Castro l'ha sorpresa?
«No. Siamo in un romanzo di Gabriel Garcia Marquez: è la cronaca del ritiro annunciato prima della cronaca della morte annunciata. Sapevo bene che doveva preparare il popolo alla sua morte e sapevo che stava preparando un colpo di scena. E' malato e sta preparando la fine».
E questo non cambia la storia di Cuba?
«Non so se ci sarà un vero cambiamento con Raul Castro. Il vero cambiamento, come per qualsiasi altro Paese al mondo è la democrazia, con elezioni libere e la liberazione di tutti i prigionieri politici. Tutti i cubani devono poter partecipare a questa democrazia: i cubani di Cuba, i dissidenti, i cubani dell'esilio. Non credo che Raul Castro farà in modo che questo accada. Raul Castro è il castrismo, é Castro-2 e in 49 anni di potere non c'è mai stato cambiamento».
Nel mondo l'annuncio di Fidel Castro ha provocato molte reazioni e molta emozione. Non a Cuba?
«Nessuno è andato a svegliare la madre per darle notizia... E nemmeno io, che pure aspetto questa notizia da così tanto, tanto tempo, ho provato nulla. Penso che Castro stia preparando la prossima Cuba di Castro senza Fidel Castro».
Una rivoluzione democratica non è possibile?
«No. O almeno io non la vedo. E poi basta con la rivoluzione! Noi abbiamo bisogno di democrazia. Ma quale democrazia può fare Castro dopo aver giustiziato tanta gente, come si può accettare che un altro Castro succeda a Castro? Perché si può accettare che questo accada a Cuba, perché siamo una piccola isola? Il vero cambiamento è la partecipazione della gente alla stesura della costituzione e delle leggi, è un'istruzione libera, una stampa libera. Lei lo sa che significa stampa libera. Perché a noi deve essere negato?»
Da dove verrà il cambiamento?
«Dal popolo cubano. Raul Castro dovrebbe fare questa scelta, indire elezioni libere. Sarebbe un bel gesto da qualcuno che ha fatto tanto male a Cuba».